Ponte dei Pugni a Venezia, la storia vera

Il Ponte dei Pugni non è celebre quanto il ponte dei sospiri, ma per chi va a Venezia dovrebbe comunque essere una tappa obbligata data la sua curiosa vicenda che si sfuma tra storia e racconti popolari. Molti non conoscono questo ponte e nemmeno ci passano, ma questo è un vero peccato perché a lui è legato un aneddoto davvero singolare.  Ai primi del ‘700, infatti, questo ponte fu il terreno di scontro di due fazioni, una sorta di “sfida” che finiva con un bel bagno nel canale. Un luogo vissuto quindi, pregno di storia e di vicende che vale la pena raccontare.

Il Ponte dei Pugni, la storia

ponte dei pugni2Il ponte, che sorge nel sestiere di Dorsoduro, deve il suo curioso nome a un’antica tradizione, quella di alcune battaglie che si svolgevano sui ponti come appunto la battaglia di canne, di verre e di pugni. Per capire di cosa stiamo parlando, però, dobbiamo fare una breve digressione storica. Anticamente Venezia era divisa in due fazioni: i castellani e i nicoletti.  Le due fazioni si erano formate a causa di divergenze politiche ed economiche, i primi, contraddistinti da berretta e fasce rosse, i secondi da berretta e fasce nere.

Non si sa bene quale sia l’origine delle battaglie tra le due fazioni con precisione se non per i motivi di divisione politica e sociale, nonché religiosa,  dato che qualcuno suggerisce come causa scatenante la morte di un vescovo di Castello per mano di uno  di San Nicolò. Tuttavia, alla Repubblica questa pittoresca divisione andava bene perché aveva la certezza che nel caso una parte si fosse ribellata, l’altra avrebbe contribuito a sedare la ribellione.

Gli scontri

Le guerre dei bastoni si tenevano regolarmente durante le festività natalizie, altre volte gli scontri con le mani invece nascevano spontaneamente, anche con le canne e coi bastoni. Per quanto riguarda la lotta, questa era di tre tipi:

La Mostra: due campioni si scontravano a rappresentanza di ciascuna fazione, potevano essere anche tre, e la sfida si concludeva al primo spargimento di sangue o se uno dei due cadeva nel canale.

La frota: seguiva di solito la mostra, quando ormai gli animi erano ben agitati. In questa battaglia non vi erano né arbitri né giudici, tanto meno regole e via di calci, pugni, colpi di bastone, sassi, e non mancavano di certo i coltelli.

La guerra ordinata: si distingueva dalla frota proprio perché ordinata, ma aveva come protagonista sempre la folla che però si affrontava sul ponte in modo composto e senza violenza alcuna, semplicemente spingendo indietro gli avversari sulla riva opposta.