Storia di Amazon in breve

Nel luglio 1994, Jeff Bezos era un trentenne americano come tanti, cresciuto tra Miami e Houston. La data del 5 luglio rappresenta, per lui, il vero match point: quel giorno, infatti, nel piccolo garage di casa viene fondata Amazon.it, azienda che gli ha permesso, un quarto di secolo dopo, di diventare l’uomo più ricco del mondo. Ripercorriamo in breve la storia di Amazon, seguendo le tappe del percorso che ha portato alla nascita e al consolidamento del più grande sito di e-commerce al mondo.

La creazione di Amazon

Tornando al 1994, Jeff Bezos si era da poco licenziato dal posto di vice presidente della D.E. Shaw a New York, decidendo di trasferirsi sulla costa occidentale, nello stato di Washington. Comprerà casa a Bellevue, dove nel fatidico 5 luglio, avrebbe costruito nel piccolo garage il nucleo di quella che sarebbe divenuta Amazon. Pare che la scelta del nome sia stata particolarmente difficile: il racconto ufficiale vuole che Bezos rimase insonne per parecchie notti, oscillando tra il nome Cadabra (poi scartato perché troppo simile al termine cadavere) e altre suggestioni.
Infine, dopo aver deciso che il nome della sua azienda dovesse iniziare con la lettera A, aprì il dizionario e fece cadere l’occhio sulla voce che indicava il più grande fiume al mondo: il Rio delle Amazzoni. Finalmente, Bezos prese un’insegna e vi scrisse con una bomboletta spray il nome ormai famoso in tutto il mondo.

L’azienda così costruita nacque originariamente come una semplice libreria online, volta a vendere in tutto il mondo. Un’idea così era particolarmente rischiosa: Bezos si giocò i risparmi suoi e dei suoi genitori, investendo per la startup oltre 300.000 dollari. Solo in seguito accorsero i primi investitori, portando finalmente degli utili nel 2001 (ben sette anni dopo).
Nel frattempo Amazon aveva approfittato dell’incredibile bolla di Internet, arrivando a quotarsi in borsa nel 1997 e crescendo nel suo organico per toccare, già nel 1999, oltre duemila dipendenti (contro le quasi seicentomila unità oggi all’attivo, di cui oltre cinquemila solo in Italia).

L’espansione di Amazon

Nel frattempo, l’oggetto iniziale dell’attività cominciò ad espandersi notevolmente, arrivando sempre più ad assumere i confini attuali. Ai libri si aggiunsero CD, film, dispositivi, giocattoli e utensili per la casa, facendo di Amazon il primo vero e proprio marketplace online del mondo. Questo fatto, già nel 1998 fece guadagnare a Jeff Bezos la copertima del Time come Man of the Year.

Solo molti anni dopo, il modello Amazon, collaudato a cavallo tra i Novanta e i Duemila, cominciò a modificarsi sensibilmente: è del 2009 l’introduzione del primo Kindle, il device per lettura ormai universalmente conosciuto; successivamente è la volta di Prime e di Web Service, i servizi che hanno rispettivamente rivoluzionato il sistema della logistica in materia di e-commerce e quelli di assistenza e cloud computing (ad oggi una delle voci che genera i maggiori guadagni per l’azienda). E’ sempre in questa fase che nacquero i servizi Prime Video e Prime Music (tra i principali concorrenti, rispettivamente, di Netflix e Spotify) e quelli che oggi sono fra i saldi più attesi al mondo, le offerte Prime Day.

La creatura di Bezos è poi sbarcata anche nel mondo fisico, nel 2017 con l’acquisto della Whole Food Markets e l’apertura, al momento limitata agli USA, dei primi supermercati fisici che promettono di rivoluzionare anche il sistema della distribuzione “analogica”.

La crescita in Borsa e i record miliardari

Tutto ciò ha permesso ad Amazon di arrivare ad una capitalizzazione record di oltre mille miliardi, rendendo così il suo creatore l’uomo più ricco al mondo. Nel settembre 2018, dopo un’ascesa inarrestabile dovuta ai grandi successi dell’azienda, le azioni Amazon hanno superato il valore di 2.050 dollari, facendo sfondare ad Amazon (e rompendo contestualmente il record registrato da Apple) il tetto dei mille miliardi.

Si tratta della crescita valutaria più grande della storia: appena dieci anni prima, infatti, l’azienda di Bezos valeva in borsa poco più di 38 miliardi di dollari. E questo conduce a degli interrogativi: Amazon potrà crescere ancora? Batterà Apple nella corsa al tetto dei duemila miliardi di capitalizzazione?
Nonostante la storica azienda di Cupertino abbia sfondato il tetto dei mille miliardi per prima, infatti, è il modello di piano industriale di Amazon a rappresentare, a detta degli esperti, le maggiori garanzie di solidità e i maggiori margini di crescita.

La diversificazione delle attività, le prospettive di innovazione legata ai centri commerciali fisici e una domanda sempre più crescente di servizi e-commerce da parte di ampie fette di popolazione mondiale, infatti, sembrano dati più solidi rispetto a quelli del mercato dei cellulari.
Questo perché gli ambiti di intervento di Amazon sono tantissimi: dal classico e-commerce, passando per il cloud computing, la vendita di device, servizi di musica in streaming e video on demand, e finendo per la gestione della logistica in termini fisici.

E’ questo il motivo per cui, ad oggi, Jeff Bezos può considerare come consolidato il suo primato di uomo più ricco del mondo, potendo contare su un patrimonio, ad oggi ancora in forte crescita, che supera gli oltre 160 miliardi di dollari.